domenica 15 agosto 2010
Tornata
Sono di ritorno da un posto che sembra quasi fuori dal tempo. Sono stata bene, con i miei pensieri, il panorama spettacolare e il mio libro di Bukowski. Ma la cosa che preferisco è il viaggio in sè, non conta la meta: mi piace spostarmi, per poi fare ritorno. Andare nei cessi degli autogrill respirando con la bocca e pisciando in piedi come i maschi, prendere un cornetto scongelato, guardare lo scenario -spesso mozzafiato, ho visto un'alba meravigliosa- fuori dal finestrino, gli alberi, le case, le rocche medievali, le nuvole che scorrono, come se fossero loro ad andarsene... E poi ripercorro la strada che faccio ogni giorno da 6 anni a questa parte, ma la guardo con occhi nuovi... Perchè si dimenticano i colori sbiaditi dei cartelli stradali, il giallo vivo delle case, anche stando via solo una decina di giorni. Almeno a me capita così. Poi amo tornare a casa e sentirne l'odore. Vivendoci ogni giorno, il naso si abitua, e non so neanche che odore abbia la mia casa; ma tornando da un viaggio, me ne ricordo. E respiro l'odore di legno aprendo l'armadio, il profumo delle lenzuola... Casa dolce casa.
mercoledì 21 luglio 2010
Ma sono io, o colui per cui mi spaccio?
Non so chi sono, nè chi vorrei diventare. Idee confuse al massimo. È da molto tempo che mi chiedo quanto di realmente mio ci sia in me, e quanto di assorbito. Se fossi nata in un altro posto, in un'altra famiglia, e avessi conosciuto altre persone, sarei la stessa? Decisamente no. Sono il risultato di centinaia e centinaia di condizionamenti. Quindi chi sono realmente, e cosa voglio? Ci vorrebbe forse un bel ritiro alla Into the Wild, ma con un altro obiettivo; ho sempre pensato infatti che il caro Supertramp abbia sbagliato a cercare la felicità nella solitudine, "Antropos politikon zoon estì", l'uomo è un animale sociale, perciò è necessario dividere la vita con qualcuno per essere felici. No, io vorrei trovare me stessa, a costo di inseguirmi di città in città, da un capo all'altro del mondo. Forse inserendomi in un altro contesto potrei capire come sono, e quanto invece è solo dettato da situazioni, luoghi e persone che mi circondano. Per capire cosa voglio. Cosa voglio fare della mia vita. Come sono. Per riuscire ad essere felice, alla fine.
lunedì 21 giugno 2010
Amore fra cinque anni dove andrò? E tu chi sarai e chi saremo?
È vero che la cosa migliore sarebbe cogliere l'attimo, carpe diem, concentrarsi sul presente e goderselo fino al nocciolo, ma a volte non riesco proprio a fare a meno di pensare al domani. Sarebbe tutto più semplice se potessimo sapere dove saremo, cosa faremo e come andranno le cose nel futuro, sarebbe confortante, ma in fondo penso sia un bene che ciò non sia possibile; i giorni scorrerebbero vuoti in attesa di un traguardo che aspettiamo con ansia, forse. Perciò è meglio che il futuro sia incerto. Ma il mio futuro in particolare è un'enorme incognita nera a forma di punto interrogativo, pronto a risucchiarmi in un vortice con il suo ricciolo superiore. È buio e confuso, deserto e desolante! Prendiamo i 5 anni suggeriti dai Baustelle: lui, laureato a pieni voti, sarà un interprete di successo. Io... io? Non ho reali aspirazioni, svaniscono una dopo l'altra come fumo, barcollo fra un interesse e l'altro senza trovare certezze in un sogno particolare, nelle mie capacità, talvolta mi sento vuota e inetta, un sacco riempito solo da luoghi comuni e banalità; e come un sacco, sono pronta ad essere buttata via. Altre volte, invece, evito di sminuirmi, ma pensando alle mie passioni e attitudini non trovo alcun riscontro in qualcosa che mi basti per campare oppure che mi renda felice... O ancora mi rendo conto di aver scelto il percorso sbagliato e che ormai è troppo tardi per tornare indietro, idea ancor più desolante. Non voglio diventare una moglie con figli mantenuta dal marito, nè un'impiegata isterica. Dovrò accontentarmi? Sarò infelice? E ci sarà ancora un noi, lo stesso noi di oggi?
venerdì 4 giugno 2010
Tu non cantavi mai la sera, non cantavi mai
Stare con chi ami ti estrania dal mondo. "Knockin on heavens door"... Ma a volte le regole della società, la paura di volere troppo e subito, di rischiare di perdere una persona, o qualunque cosa sia ti frena. Perchè è così difficile lasciarsi andare? Sogno un mondo parallelo e astratto completamente estraneo a tutto il resto...
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